L'Uomo e il Territorio tra i laghi Arvo e Cecita
La Sila grande è una regione diversa da qualsiasi altra per il fascino dei suoi panorami, per la sua natura e per il paesaggio, caratteristiche che in qualche modo possono esserle derivate da una origine geologica diversa da quella di tutte le regioni vicine.

Semplicemente osservando una carta geologica si vede come i simboli che individuano tutta la Calabria siano diversi da quelli che individuano il resto dell'Appennino meridionale. La Calabria, pur facendo parte geograficamente dell'Appennino ha, infatti, un'origine completamente differente.

In effetti il cosiddetto “dominio calabro-peloritano” costituisce un frammento di quello che i geologi definiscono “Europa stabile” che le convulsioni della terra hanno spostato dal suo posto d'origine e portato a inserirsi nella catena appenninica.
L'evoluzione di questa terra si può seguire dettagliatamente fin da 200 milioni di anni fa, quando essa era parte del margine meridionale europeo, sul bordo di un profondo golfo che separava un continente meridionale, formato dall'Africa, dall'America meridionale e dall'Australia e che i geologi chiamano Gondwana, da un'altra grande massa continentale, detta Laurasia, formata dall'insieme del Nord America, parte dell'Europa e dall'Asia.

Se osserviamo lo stesso scenario dopo 180 milioni di anni vediamo l'area che diverrà l'attuale Calabria, l'area in rosso, staccarsi dall'Europa per dirigersi verso sud-est e, dopo altri 4 milioni di anni, spostarsi ancora verso sud fino ad inserirsi, dopo altri 12 milioni di anni, nella appena formata catena appenninica, al posto che oggi occupa.

Questo inserimento in catena avviene, geologicamente parlando, abbastanza bruscamente attraverso due famose linee tettoniche, la linea di Sangineto e la linea di Taormina, due grandi faglie a scorrimento orizzontale.

