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Crotone

"Sembra che la città coltivasse soprattutto l'arte militare e le gare di atletica: nel corso di un'olimpiade i primi sette che si classificarono nella corsa dello stadio erano tutti crotoniati; sicché pare giustamente che s i dicesse che l'ultimo dei crotoniati era il primo degli altri greci"

Strabone, VI, 1,12

Il Museo Nazionale Archeologico

Il Consiglio Comunale di Cotrone, con delibera n. 37 del 15 aprile 1910 istituì, dopo più che decennali polemiche e dibattiti che coinvolsero cultori, appassionati raccoglitori locali e sedi istituzionali, il "Museo Archeologico Comunale", sotto l'alta vigilanza della Regia Sovraintendenza .
Grazie alla perseveranza di tre nobili crotonesi, delle famiglie Lucifero, Albani e Sculco, della famiglia Sabatini di Cirò, che donarono le loro collezioni d'arte antica, fu possibile aprire il museo civico, diretto dal prof. Raffaele Lucente (incaricato ufficialmente solo dal 1927).

Nel 1933, a seguito di una accordo tra Regia Sovrintendenza e Comune furono formalizzate le donazioni iniziali ed il museo da allora e fino al 1967 fu ospitato nel poderoso Castello di Carlo V, in tre sale della Caserma Sottocampana, con una parentesi breve nel periodo della seconda guerra mondiale.



La maggior parte dei reperti e manufatti proveniva da rinvenimenti occasionali effettuati a più riprese nei terreni agricoli dei donatori o nel corso di lavori effettuati in città per la realizzazione di infrastrutture (stazione ferroviaria dello Stato nel 1879, ferrovia calabro-lucana nel 1918-19, palazzina della Banca d'Italia nel 1930-31). Tuttavia un nucleo non indifferente di oggetti, frutto di scavi sistematici, giunse per volontà dell'illustre archeologo trentino Paolo Orsi, primo Soprintendente della regione, che aveva esplorato principalmente il sottosuolo di Capo Colonna e i fondali di Punta Scifo, Punta Alice presso Cirò Marina. Orsi, scrivendo all'Ispettore Onorario marchese Armando Lucifero, suo principale referente a Crotone, esprimeva la motivazione di tale gesto: il materiale, dello Stato, veniva ceduto "perché Crotone avesse una rappresentanza di quanto si trovava".

Le continue scoperte di manufatti che avvenivano nel corso dell'espansione edilizia di Crotone, legata anche ad un boom industriale, spinse nel 1967 il Comune di Crotone di operare in sinergia con la Soprintendenza alle Antichità della Calabria, diretta dal prof. G. Foti, per istituire il nuovo Museo Archeologico Statale. Ospitato in un edificio costruito appositamente presso il Castello (la sede attuale, progettata dall'architetto F. Minissi), il Museo ebbe in donazione, in data 6 maggio 1967 i materiali del Civico ed il primo direttore statale, il compianto prof. M. Cristofani, archeologo ed etruscologo di fama internazionale, accertò nella delicata fase di passaggio da proprietà comunale a statale, la consistenza dei manufatti riscontrandoli con il Commissario Straordinario dott. Gerardo Ranieri.

La quantità e la qualità del materiale archeologico rinvenuto in città e nel territorio a partire dagli anni Settanta del XX secolo impone di ripensare gli allestimenti nel 1983 (l'occasione è dettata dal Convegno internazionale di Taranto, dedicato in quell'anno proprio a Crotone) e nel 1987 . A parte una piccola sezione dedicata alle antiche collezioni, si adotterà un criterio espositivo topografico dando spazio, per ogni cantiere o località, ai più significativi reperti che illustrare la successione diacronica della frequentazione antica.

Ancora una volta però il rapido evolversi della ricerca archeologica crotoniate, spesso in condizioni ambientali proibitive, spingerà il Soprintendente dott.ssa E. Lattanzi e il direttore del Museo dott. R. Spadea a rinnovare, ampliandolo leggermente, l'edificio e ad operare un radicale cambio dei criteri espositivi, anche per poter dare spazio alle sensazionali scoperte dell' Heraion Lacinio.

Finalmente il 29 luglio del 2000 si inaugura il nuovo Museo Archeologico Nazionale. Ripensato anche negli apparati didattici e arricchito di servizi aggiuntivi per il pubblico, il Museo subirà ulteriori ritocchi in occasione della visita del Presidente della Repubblica C. Azeglio Ciampi nel gennaio 2005 ed infine si arricchisce di un nuovo spazio espositivo per eventi temporanei, approntato nel febbraio 2006, inaugurato con la mostra “Il Tesoro nascosto” (dedicato al rinvenimenti di un ripostiglio monetale di bronzi ed un ripostiglio misto di splendide monete in elettro, oro ed argento e fini gioiellerie forse tarantine).

Il percorso espositivo

Il percorso espositivo, articolato su due piani, segue due criteri. Al piano terra, dopo una piccola ma significativa scelta di reperti che illustrano la prei-protostoria del territorio, un'articolata sezione che si snoda attraverso grandi vetrine a parete illustra la realtà storico-archeologica della polis greca di Kroton in senso diacronico, dalla fondazione di fine VIII sec. a.C., guidata da Miscello di Ripe, fino alle vicende della II guerra punica, legate alla presenza in loco di Annibale, delle sue truppe cartaginesi e dei suoi alleati italici.

Dopo la partenza del cartaginese Annibale, Roma deduce una colonia nel 194 a.C. sul promontorio Lacinio, che nel I sec. d.C., a seguito di eventi anche naturali (frane, terremoti), si trasferirà definitivamente sulla collina già sede dell'acropoli di Kroton, corrispondente all'attuale centro storico. In vetrina dunque trovano posto i materiali provenienti dai corredi di tombe di I-III sec. d.C., testimonianze materiali della nuova realtà cittadina, che per tutta l'età romana sarà una pallida ombra dei fasti della grande città achea.

Ricchi apparati didattici ed esplicativi guidano i visitatori alla scoperta della città antica dal periodo greco fino alla tarda antichità. Le vicende storiche, la ricostruzione dell'impianto urbano ed i monumenti con le aree di scavo urbano, i culti e il mondo spirituale e filosofico, l'attività agonistica, le produzioni artigianali, la circolazione monetaria, i personaggi più illustri, sono puntualmente narrati ed integrati al percorso di visita.

Al piano superiore si propongono in successione le vicende insediative nel territorio (chora ) a sud e a nord di Crotone, in aree geografiche ricche di tradizioni mitiche e legate anche a culti fondamentali per la polis greca.

L'itinerario si apre con le testimonianze dal santuario di Hera in località Vigna Nuova, a ridosso della cinta muraria, e dal santuario di una divinità femminile presso S. Anna di Cutro. Nella chora nord, invece, legata all'eroe tessalo Filottete e al culto di Apollo Alaios, si collocano gli insediamenti posti tra Cirò e Punta Alice, l'area dell'antica Krimisa. I reperti documentano la presenza umana tra l'età del Ferro e l'età ellenistica. Un grande risalto è dato al santuario di Apollo Alaios, dal cui tempio provengono i resti architettonici qui esposti, relativi a due fasi edilizie (VI e III sec.a.C.), e alcuni ex-voto.

Dopo la nuova sezione per mostre temporanee, il percorso introduce nel più importante santuario greco non solo di Crotone ma della Magna Grecia, il santuario di Hera Lacinia.
Rilievi, fotografie e soprattutto frammenti di manufatti di grande pregio storico ed artistico fanno percepire il ruolo e l'autorità del santuario nella vita cittadina, ma anche per le altre genti greche dell'attuale Calabria, e la sua magnificenza e venerazione.
Un'idea sulla ricchezza degli ex-voto quivi portati e in parte noti dalle fonti letterarie ci è offerta dai ritrovamenti nel cosiddetto edificio B, con una buona esemplificazione di ori, argenti, bronzi e produzioni in terracotta (vasellame, statuette…) dalla Grecia (Corinzia, Attica, Eolia, Samo…) e da ambiti coloniali magno-greci, soprattutto dalla Crotoniatide.

Al santuario di Hera seguono nuovamente le vetrine relative agli insediamenti nel territorio crotoniate (Roccabernarda, Zinga di Casabona, Scandale, Cotronei, Le Castella, Isola Capo Rizzuto).
Un ampio risalto è dato poi ai due insediamenti di Makalla (Murge di Strongoli), fondata tradizionalmente da Filottete, e Petelia -Strongoli, un centro indigeno fortemente ellenizzato che si schiererà con i Romani nel corso della seconda guerra punica, subendo così l'assedio e la distruzione da parte di Annibale.