Il Casino Macrì
Entrando nella città antica dalla porta di Afrodite, attraverso uno degli assi più importanti si arriva all'area centrale del sito dove il visitatore può ammirare i resti monumentali del Casino Macrì e dell'Edificio di Petrara , entrambi romani, per poi arrivare, attraversando il Dromo, al teatro.

Nel cuore della città antica si trova uno dei complessi monumentali e archeologici più interessanti di Locri, il Casino Macrì, dove si può seguire la storia del sito dal VII secolo a.C. sino ai giorni nostri, con uno straordinario stato di conservazione delle evidenze.
Il Casino Macrì è una masseria ottocentesca che ha inglobato strutture murarie monumentali di un grande edificio termale pubblico del II sec.d.C., iniziato ma mai completato né entrato in funzione.
Molte parti dell'edificio romano sono stati riportate in luce, insieme ad alcune strutture sottostanti di età greca, con due stenopoi dell'impianto urbanistico regolare.

Il Casino Macrì è una grossa masseria ottocentesca che costituiva il cuore del Podere delle Centocamere di proprietà dei baroni Macrì, con edificio padronale a due piani e basse case coloniche all'intorno. Il piano superiore dell'edificio ottocentesco è destinato alla nuova sezione museale dedicata alle testimonianze di età romana e tardoantica a Locri.
Gli edifici moderni, come osservato fin dal XVIII secolo, inglobano strutture romane conservate in elevato fino al solaio del primo piano, per 4-5 metri di altezza.

L'inizio della vita dell'area è attestato da strutture in ciottoli databili al momento della fondazione di Locri (VII secolo a.C.), sulle quali si sovrappose, nella seconda metà del VI secolo a.C., il reticolo stradale regolare , che rimarrà immutato sino ad età romana.

Inusuale è la presenza in un settore centrale della città di quattro grandi fornaci, strutture che solitamente si trovano ai margini dell'abitato. La stessa attività artigianale si protrae anche in avanzata età ellenistica (IV-III secolo a.C.), come mostra il rinvenimento di uno scarico di vasi malcotti.
Dopo un lungo periodo di abbandono (I secolo a.C. I secolo d.C.), all'inizio del II secolo d.C. l'area viene occupata da un grande edificio termale pubblico, la cui costruzione fu interrotta prima di realizzare coperture, impianti e finiture.
Esso si uniforma all'orientamento dell'impianto urbanistico greco: la fronte si affaccia sulla grande plateia che, fin dal VI secolo a.C., attraversa l'abitato da monte a mare fino alla Porta di Afrodite e conduce alla necropoli romana di Marasà Sud. Si sovrappone invece agli stenopoi e li cancella, occupando quasi due isolati.
L'edificio romano del Casino Macrì è una poderosa struttura che occupa un'area di circa 1350 mq. con muri larghi dai 60 ai 90 cm, costruiti in opera cementizia con paramenti in laterizi, forse fabbricati appositamente per questa costruzione.

Si tratta di un grande bagno pubblico, come dimostra la presenza di numerose vasche. Mancano tuttavia molti elementi tipici delle terme, come i rivestimenti degli interni in materiali pregiati (marmo o intonaco idraulico), o i tipici pavimenti rialzati su colonnine (suspensurae) per la circolazione dell'aria calda. Queste discordanze si possono giustificare immaginando un edificio mai completato.
L'ingresso avveniva da un lungo corridoio, forse un portico (1), affacciato sulla plateia, dal quale si accedeva a una serie di ambienti di servizio (vestiboli, spogliatoi, stanze per i massaggi, 2-6) tra i quali una latrina (5), riconoscibile per la presenza di un canale fognario, su tre lati, su cui dovevano essere collocati i sedili.
Da questi ambienti si passava ad una grande sala centrale, (frigidarium, 7), attualmente collocata sotto al cortile della masseria, su cui si affacciavano due vasche (8, 9) e due ambienti più piccoli contrapposti (10,13), aperti sulla sala con grandi arcate. Dalla stanza 13, attraverso un piccolo vano di disimpegno (14) si accedeva a una sequenza di sale riscaldate (calidaria, 15, 16, 17), l'ultima delle quali servito da tre vasche (18,19,20). Questi sono gli unici ambienti che conservano una pavimentazione in ciottoli, laterizi e malta, probabilmente predisposta per a collocazione di sospensurae.
All'esterno di questa ala dell'edificio si disponevano una serie di locali seminterrati (da 22 a 29) dove probabilmente erano collocate gli impianti per il riscaldamento dei calidaria.


Per completare il percorso della visita all'area del casino Macrì non resta che proseguire verso l'Edificio di Petrara...
