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Locri

"... Locri Epizefiri fondata, sotto la guida di Euanthes, poco tempo dopo la fondazione di Crotone e Siracusa... Abitarono tre o quattro anni presso Capo Zefirio, poi spostarono la loro polis con l'aiuto di Siracusani e Tarantini. Laddove i Locresi stabilirono il loro accampamento, là c'è una fonte Locria..."

Strabone

Paolo Orsi (1859-1935)

L'attività a Locri di Paolo Orsi, il grande archeologo di origine roveretana, iniziò nel 1889-1890, quando fu chiamato ad affiancare l'eminente archeologo tedesco E. Petersen allo scavo del tempio di Marasà.
Fin dal primo momento manifestò notevoli capacità e ampliò i propri interessi effettuando saggi di scavo e ricognizioni in tutto il territorio di Locri Epizefiri e specialmente alla cinta muraria che esplorò in vari punti.

Paolo Orsi

Nel 1902 venne incaricato di tornare a Locri, dove, oltre a constatare la distruzione di alcune parti della cinta muraria, venne a conoscenza dell'incremento di scavi clandestini, attraverso i quali poté raccogliere le prime notizie sulle necropoli preelleniche di Canale-Janchina e sul ricchissimo deposito votivo nel vallone della Mannella. Nel 1907, con la riorganizzazione della tutela archeologica in Italia, Locri venne affidata stabilmente a Paolo Orsi, che avviò un'intensissima attività di scavo, che durerà sino al 1925, tanto nella colonia, che in molti centri calabresi.

Dal 1908 al 1912 affrontò il ricchissimo scavo alla Mannella, dove riconobbe il famoso santuario di Persefone, celebrato dalla fonti antiche come “il più famoso dell'Italia Meridionale” e rinvenne il grandioso deposito votivo con migliaia di oggetti votivi, tra i quali i famosissimi pìnakes.

Planimetria dell’antica Locri Epizefiri curata da Paolo Orsi commissionata all’Istituto Geografico Militare e redatta da G.De Notaris nel 1910 (da Costabile 1991).

Negli anni dal 1909 al 1912 la sua attività si concentrò anche sull'esplorazione delle necropoli indigene di Canale e Janchina e di quella greca di contrada Monaci.

È del 1910 lo scavo al tempio dorico di Casa Marafioti e del piccolo tempio di Atena alla Mannella e iniziò anche l'esplorazione della necropoli greca di Lucifero, dove, con quattro campagne di scavo (1911-1912-1913-1914/5) Orsi portò alla luce più di 1600 tombe.

All'impulso di Paolo Orsi si deve anche la costituzione del Museo Civico di Gerace Marina, dove vennero raccolti i materiali di alcune collezioni private cittadine (Macrì, Scaglione, Candida, Polito….) che dettero vita al primo nucleo mussale che presentasse sul posto i materiali locali.