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Locri

"... Locri Epizefiri fondata, sotto la guida di Euanthes, poco tempo dopo la fondazione di Crotone e Siracusa... Abitarono tre o quattro anni presso Capo Zefirio, poi spostarono la loro polis con l'aiuto di Siracusani e Tarantini. Laddove i Locresi stabilirono il loro accampamento, là c'è una fonte Locria..."

Strabone

L'area sacra di Zeus Saettante

Il percorso del Parco Archeologico prevede il ritorno verso il Museo e di costeggiare il tratto di mura di cinta muraria locrese, parallelo alla costa, all'esterno delle quali, a pochi metri di distanza dalla grande torre quadrata all'angolo orientale delle fortificazioni, si trova l'area sacra di Zeus Saettante.

L'area è così denominata per il rinvenimento, in 9 fosse votive scavate nel terreno, di numerosi rilievi in terracotta con l'immagine di Zeus in atto di scagliare il fulmine; il dio regge sul braccio sinistro un'aquila, suo animale sacro.

Rilievo fittile rappresentate Zeus Saettante (IV sec. a.C.)

I rilievi con Zeus Saettante sono il tipo di offerta prevalente del santuario, frequentato dalla fine del V sec. a.C. fino agli inizi del III sec. a.C. Al momento non sono state rinvenute strutture monumentali relative al santuario.

Le modeste strutture molto superficiali messe in luce sul lato orientale dell'area scavata, sono riconducibili ad un epoca recente: quando il santuario di età greca era da tempo distrutto e dimenticato, sorse qui un edificio di prima età imperiale romana, cui possono collegarsi anche i resti di due pavimenti in cocciopesto.

Tutte queste strutture, lacunose e pesantemente disturbate da lavori agricoli moderni, non consentono di chiarire meglio la natura dell'occupazione di età romana in quest'area marginale alla città, probabilmente legata ad attività agricole sviluppate in spazi che in età greca erano destinati ad aree sacre.

Planimetria dell'area sacra di Zeus Saettante