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Monasterace

La città greca di confine tra Locri e Crotone, decaduta con la conquista romana...

 

L'antica Kaulon

La città greca di Caulonia si trovava presso il confine tra il territorio di Crotone, sotto il cui dominio stava, con quello di Locri.
Era anch’essa all’origine colonia achea, presto però passata sotto l’influenza della vicina e potente Crotone. È ricordata dalle fonti (Tuc. VII, 25, 2) come fiorente centro d’esportazione di legname adatto all’industria navale. Il poleonimo è secondo il mito legato al nome di Kaulon, figlio dell’Amazzone Clete fondatrice della città e capostipite della stirpe delle regine che su essa avrebbero regnato fino alla conquista crotoniate.

L’episodio più noto della storia di Caulonia è quello dell’assedio di cui fu vittima nel 388 a.C. ad opera di Dionisio il Vecchio tiranno di Siracusa: pur beneficiando dell’aiuto della lega Italiota e di Velia in particolare, Caulonia fu distrutta l’anno seguente, ed il suo territorio strappato a Crotone e ceduto a Locri fedele a Siracusa.

Ricostruita da Dionisio il Giovane, fu in seguito presa dai Campani di Reggio (280 a.C.); infine, difesa nel 209 a.C. da Annibale contro i romani, fu da questi ultimi conquistata nel 205 a.C. Da allora la città non fu più praticamente abitata, e rimase solo una piccola stazione sull’itinerario costiero.

Dell’antica città greca, che giace sul sito della moderna Monasterace Marina (da non confondere con le moderne Caulonia e Marina di Caulonia), rimangono resti di abitazione messi in luce presso il faro di Punta Stilo, e delle fortificazioni con resti di torri e porte; inoltre resti di un santuario a m. 200 a SO delle mura sul colle della Passoliera, donde proviene una serie di terrecotte architettoniche della fine del VI sec. a.C. oggi conservate nel Museo di Reggio Calabria, ed anche ceramica greca della fine dell’VIII sec. a.C.
Il monumento più importante è il tempio dorico, che si trova a circa m 150 dal mare, in prossimità del faro di Punta Stilo (a circa m 500 dopo il paese): aveva 6 colonne in fronte e forse 14 sul lato, copertura del tetto in marmo pario, ed è databile alla metà del V sec. a.C..