Il tempio in fondo al mare
Nel corso degli anni ottanta, le ricerche subacquee, svoltesi parallelamente a quelle eseguite a terra, hanno messo in evidenza, nel tratto di costa compreso tra la fiumara Assi a Nord e il tempio dorico a Sud, un complesso di materiali archeologici.

Si tratta di parti del fusto (rocchi) e delle basi di colonne ioniche scanalate, di blocchi squadrati di varie dimensioni, di blocchi grezzi di cava, di bitte di ormeggio.
L'area su cui erano depositati i materiali corrispondeva alla battigia dell'antica città di Caulonia, ora sommersa, a causa dell'ingressione marina (avanzamento del mare).
Per motivi di conservazione alcuni materiali sono stati recuperati. Sono i resti monumentali di quattro colonne conservatesi due nella base, e due nella parte alta dove, si appoggiava il capitello (sommoscapo); queste ultime sono decorate con un fregio (antemion) di palmette e fiori di loto.
Il complesso rinvenuto è stato interpretato come un tempio in corso di costruzione, non finito per ragioni che sfuggono; la cronologia delle colonne è stata fissata agli anni compresi tra il 480 ed il 470 a. C., per il confronto puntuale, sia per la tecnica costruttiva che per i motivi decorativi con i resti del tempio ionico rinvenuto da P. Orsi in contrada Marasà a Locri.

